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L'allontanamento dei Cormorani

Il Cormorano (Phalacrocorax carbo) è un uccello presente in quasi tutta Europa e anche in Italia come svernante e raramente nidificante (ad esempio nell'area del delta del fiume Po).
È di grandi dimensioni, di colore nerastro, gola bianca con labbro giallo, con un robusto becco uncinato e bianco e con zampe corte e palmate. È una specie gregaria che nidifica, spesso in compagnia di varie specie di Aironi, su alberi nei pressi di zone umide, siano esse di acqua ferma o di acqua corrente. Raramente nidifica a terra, in canneti o su scogli.
La loro spiccata gregarietà si manifesta non solo nella nidificazione e nelle ore notturne ma anche nelle normali attività diurne. Nella laguna di Venezia, ad esempio, è facile osservare decine di esemplari con le ali aperte sui grandi tralicci dell'elettrodotto che attraversa parte della laguna per alimentare il centro storico. Caratteristica peculiare dei Cormorani è proprio lo stare con le ali aperte per asciugarle appollaiati su un masso, un palo o qualsiasi supporto nei pressi dello specchio d'acqua dove caccia. Questi uccelli, infatti, pur essendo dei pescatori eccezionali non possono impermeabilizzare il proprio manto, come fanno ad esempio gli Anatidi, in quanto sono privi della ghiandola uropigia che produce l'olio che, distribuito sul corpo col becco, impermeabilizza le penne e le piume.
Ciò nonostante è un predatore formidabile capace di tuffarsi a diversa profondità cacciando un gran numero di specie di pesce. Il Cormorano ha un fabbisogno giornaliero che si avvicina al mezzo chilo di pesce.

"Infestazione" da Cormorani

Il Cormorano è un pescatore eccezionale e questa sua caratteristica, unità alla sua gregarietà, può provocare un danno economico a tutte le attività legate alla pesca e all'itticoltura. Negli ultimi decenni la popolazione europea di questo uccello è notevolmente aumentata e non fa eccezione la sua presenza in Italia, soprattutto nel periodo invernale, che ha fatto aumentare la preoccupazione per gli operatori economici del settore della pesca. Questo aumento di popolazione è motivato da due fattori principali: la protezione legale accordata alla specie (regolamentata dalla Legge 157/92 sulla caccia) e il concomitante aumento delle attività di acquacoltura (che ha portato ad un incremento della disponibilità di prede e quindi una maggiore disponibilità di cibo).
In alcuni casi è possibile effettuare delle campagne di abbattimento selettivo ma solo dopo aver ottenuto dalle autorità competenti un premesso speciale in deroga alle leggi vigenti. Tale deroga può avvenire solo nel caso in cui siano documentati evidenti danni procurati dall'animale alle attività economiche e solo dopo aver verificato e documentato l'inefficacia di altre soluzioni incruente o maggiormente eco-compatibili. In ogni caso le campagne di abbattimento si sono sempre rivelate di scarsa efficacia a causa dell'elevato turnover di esemplari di cui questa specie è capace.
Risultati apprezzabili si sono ottenuti quando, all'abbattimento, si sono associate altre tecniche di dissuasione. Le tecniche di dissuasione più efficaci possono essere di due tipi: attive o passive. Per la protezione attiva si intendono tutti i dissuasori acustici (spari a salve, cannoni ad aria compressa, ecc.), mentre la protezione passiva consiste nella copertura degli specchi d'acqua con reti o con fili che impediscono l'accesso degli uccelli ittiofaghi.
Le protezioni attive danno buoni risultati nel breve periodo ma dopo qualche settimana si registra il fenomeno dell'assuefazione, per cui gli uccelli non si spaventano più e continuano a cacciare. Le protezioni passive invece sono efficaci anche nel lungo periodo.
Interessanti esperienze hanno messo in luce come il miglioramento ambientale degli specchi d'acqua interessati dal problema della pesca eccessiva da parte dei Cormorani, porti ad un miglioramento della protezione di specie ittiche. La creazione di canneti sulle sponde, come di rifugi per i pesci sul fondo, offrono riparo ai pesci ostacolando di fatto la pesca del Cormorano.

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Ultimo aggiornamento: 09-02-2010