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Quest'anno la Zanzara tigre è in anticipo

Sebbene sia un'immigrata d'oltreoceano, la Zanzara tigre (Aedes albopictus) si è ben stabilizzata nel nostro bel Paese. Coloro che si occupano di questa nuova specie, introdotta accidentalmente con il commercio di pneumatici usati dall'Asia, avevano già detto che si stava italianizzando, ovvero si stava adattando benissimo ai nostri climi e ai nostri ambienti. Nella bibliografia mondiale si trovano informazioni sulla zanzara tigre che spesso non collimano con le osservazioni di campo fatte in Italia. Oggi infatti la ritroviamo non solo negli ambienti ombreggiati e ai piani bassi degli edifici, ma anche in spazi assolati e ai piani alti delle abitazioni.

Quest'anno, addirittura, sembra aver anticipato i tempi facendosi già notare con le sue pruriginose punture e deponendo le proprie uova nelle ovitrappole posizionate a scopo di monitoraggio e sorveglianza dagli enti preposti al suo controllo, Ausl in testa. Dopo un inverno rigido e un clima piuttosto strano con temperature basse anche in maggio, ci si poteva attendere che il tormentone sarebbe arrivato con un certo ritardo. Invece, la Zanzara tigre, più affamata che mai, è arrivata pronta a pungere e riprodursi in tutti i piccoli contenitori che circondano le nostre abitazioni. Le sue larve sono state trovate persino all'interno di un barbecue coperto da un foglio di nylon riempitosi d'acqua con le copiose piogge che accompagnano questa strana primavera.

Alcune regioni, come l'Emilia Romagna, il Veneto, la Toscana, il Piemonte si stanno occupando del fenomeno allo scopo di omogeneizzare le modalità di intervento. Per contro, altre non si sono neppure accorte del problema. Eppure oggi la Zanzara tigre è presente in quasi tutte le regioni italiane e lo scorso anno si è insediata stabilmente anche a Palermo dove, per le scarse piogge, si credeva che avrebbe avuto serie difficoltà a stabilirsi.

Un progetto di studio specifico è stato avviato in Abruzzo e vede coinvolta l'Università di Teramo con la facoltà di Medicina Veterinaria, l'Amministrazione Provinciale e i Comuni della costa teramana. È un progetto che intende mettere in evidenza le problematiche collegate alla presenza della zanzara tigre e il territorio attraverso una fotografia dettagliata della situazione. A studiare il fenomeno penserà un gruppo di studenti di tutela e benessere animale e di medicina veterinaria coordinati dal professor Fulvio Marsilio. Va dato atto agli Enti Pubblici coinvolti nel progetto che la loro modalità di approccio al problema è appropriata e offrirà maggiori garanzie di successo.

Quali sono le prospettive per l'anno in corso? Se il buon giorno si vede dal mattino... credo che dovremo prepararci ad una estate con emozionanti "battute di caccia" alla tigre.

Per concludere qualche consiglio: evitare di tenere acqua nei sottovasi e in ogni contenitore (anche i più insignificanti possono diventare allevamenti domestici) e trattare le raccolte d'acqua indispensabili con appositi prodotti contro le larve che in essi troverebbero le condizioni ideali al loro sviluppo.

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Ultimo aggiornamento: 10-11-2009