Diffusi in gran parte delle terre emerse del nostro pianeta - che hanno colonizzato sia spontaneamente sia grazie all'azione di trasporto dell'uomo - i Roditori sono uno degli ordini di maggior successo in natura. Curiosi ed intelligenti, i Roditori hanno saputo adattarsi rapidamente ad una moltitudine di ambienti diversi, ed in particolare - come nel caso dei Muridi (Muridae) - agli insediamenti umani. Molte specie, come il Topo domestico (Mus domesticus domesticus), il Ratto nero (Rattus rattus) ed il Surmolotto (Rattus norvegicus), vivono ormai a stretto contatto con l'uomo (sinantropismo) e a questi è spesso legata la loro stessa sopravvivenza.
Tendenzialmente sensibili alla luce solare e quindi attivi per lo più nelle ore notturne, i Muridi sono inquilini abituali di soffitte, magazzini, stalle e cantine, locali nei quali trovano abbondanti fonti alimentari, riparo dai predatori naturali (come gli uccelli rapaci ed i serpenti) ed un tranquillo rifugio dove nidificare e stazionare nelle ore di inattività. Si nutrono pressoché di qualsiasi sostanza commestibile e possono arrivare a rosicchiare materiali di vario genere, dal legno al cemento, contaminando con feci ed urine le derrate alimentari con cui vengono a contatto e causando per giunta gravi danni a contenitori ed imballaggi.
All'interno degli ecosistemi urbani molti roditori trovano spesso condizioni favorevoli a tal punto da raggiungere livelli di popolazione assai elevati. In particolare, le aree urbane annoverano ambienti che sono in grado d'offrire un rifugio sicuro, mentre i rifiuti di ogni genere prodotti dalle attività umane costituiscono un'inesauribile fonte di cibo, in grado di sostenere stabilmente cospicue popolazioni di roditori per periodi di tempo indeterminati. Non deve perciò stupire come i roditori rappresentino un terribile rischio per la salute e l'igiene dell'uomo.
Vivendo per lo più tra la polvere e la sporcizia i roditori, oltre ad essere portatori sani di numerosi patogeni, sono soggetti essi stessi all'azione di diverse malattie e parassiti, con conseguenze assai gravi sulla salute dell'uomo (antropozoonosi, trasmissione di malattie dai vertebrati all'uomo): il caso più emblematico è certamente quello della famigerata peste, conosciuta come "morte nera" e responsabile in Europa, tra il XIV ed il XV secolo, di un drastico declino della popolazione ed una grave recessione economica.
Tra le principali malattie trasmesse dai roditori si segnalano:
Oltre alle più tradizionali malattie batteriche sopra accennate, i roditori sono vettori di importanti malattie virali (encefalite da zecche, encefalite equina venezuelana, sindromi da arenavirus e hantavirus, vaiolo bovino), rickettsiosi (tifo murino, febbre bottonosa mediterranea, ehrlichiosi granulocitica umana), malattie causate da protozoi (toxoplasmosi, leishmaniosi, babesiosi, morbo di Chagas, criptosporidiosi, giardiasi) e di infezioni di elminti (schistosomiasi, angiostrongilosi, echinococcosi alveolare).
Come testimonia la radice del loro nome, che deriva dal latino rodere, ciò che distingue i roditori dagli altri mammiferi è la peculiare dentatura. In particolare, la presenza di incisivi molto sviluppati e dalla crescita continua costringe l'animale ad una assidua opera di erosione del loro profilo, per contenerne la lunghezza in una misura compatibile con una loro corretta funzionalità. Questa necessità porta perciò l'animale a mordicchiare frequentemente vari tipi di materiali e sostanze, causando danni ripetuti e diffusi nell'ambiente da essi colonizzato.
Inoltre, come tutti gli altri mammiferi, i roditori sono animali omeotermi ed endotermi (cioè devono mantenere costante la loro temperatura corporea attraverso meccanismi interni). Questa caratteristica trova però un grande ostacolo nelle dimensioni corporee dell'animale, in quanto la taglia piccola ed affusolata è causa di una elevata dispersione di calore. Il roditore deve perciò fornire all'organismo ingenti quantità di cibo ogni giorno per mantenere la sua temperatura corporea a livelli ottimali. Si calcola che il fabbisogno giornaliero di un roditore di taglia piccola come il Topo domestico sia pari al 20% del proprio peso corporeo (rapportato ad un uomo del peso di 70 kg, questi dovrebbe ingerire 14 kg di cibo al giorno), per aumentare ulteriormente in altre specie di roditori.
Per i motivi prima trattati, è facile immaginare quali gravissimi danni alle attività umane possa causare una infestazione di roditori: di seguito sono presentati alcuni dei problemi più comuni.
La grande concentrazione di cibo che l'industria alimentare rappresenta ne costituisce una delle strutture maggiormente a rischio di infestazione da roditori ed è il luogo dove essi possono causare i danni più gravi, tanto da un punto di vista economico quanto e soprattutto di immagine e reputazione. Perciò la prevenzione ed il controllo periodico - procedure entrambe regolate dal protocollo HACCP per le industrie alimentari - sono fondamentali per garantire il massimo rispetto delle condizioni igienico-sanitarie durante tutte le fasi della filiera, dalla lavorazione delle materie prime al confezionamento del prodotto finito.
I danni che un attacco di roditori può provocare hanno sempre conseguenze assai gravi: essi sono causa di pericolose contaminazioni del cibo e degli ambienti con cui vengono a contatto, infettando interi lotti, macchinari e lavorati di batteri ed altri agenti patogeni, esponendo così il personale ed i consumatori a gravi rischi per la propria salute.
Anche la fase di spedizione dei prodotti verso la commercializzazione finale rappresenta rischi notevoli: alcuni roditori come il Topo domestico si nascondono facilmente tra gli imballaggi e possono penetrare all'interno delle scatole durante il trasporto della merce, rosicchiando cartone e buste protettive e contaminando così le confezioni ivi contenute.
Come abbiamo evidenziato, il fabbisogno energetico quotidiano dei roditori è molto elevato. In particolare, a dispetto dei ratti e dei topi diffusi in ambiente urbano (e quindi tendenzialmente onnivori), alcune specie rurali sono quasi esclusivamente vegetariane: topi selvatici, ghiri e scoiattoli si nutrono prevalentemente di vari semi di specie di piante erbacee ed arboree, mentre altri roditori come le arvicole presentano un'alimentazione pressoché erbivora. Dato lo scarso apporto calorico fornito da alcuni di questi alimenti, la quantità giornaliera di cibo consumato pro-capite tende ad essere assai elevata, avvicinandosi al 100% del peso corporeo nel caso delle specie erbivore, con attacchi diffusi alle colture.
Altre specie, come il Ratto nero, hanno spiccata attitudine all'attività arboricola e sono perciò importanti parassiti degli arboreti da frutto, danneggiando frutti pendenti (in particolare gli agrumi) e praticando, soprattutto nel periodo invernale, estese decorticazioni, che possono portare sino al disseccamento dei vegetali colpiti.
Infine, alcuni piccoli roditori come il Topo domestico possono insinuarsi in serre e tunnel di plastica e colpire così le colture protette ad alto reddito, attaccando ad esempio i boccioli delle diverse piante ornamentali (danni rilevanti in tal senso sono segnalati a carico di garofani ed orchidee) o nutrendosi dei semi germinanti.
Tutti questi fattori rendono una infestazione di roditori in grado di arrecare danni di notevole rilevanza economica alle colture.
Il nido è il luogo nel quale il roditore trova rifugio durante le ore di inattività e riposo, fornisce un efficace nascondiglio dai predatori e protegge i piccoli dopo il parto e nelle loro prime settimane di vita. La sua costruzione è perciò una delle attività cui l'animale si dedica con maggiore attenzione.
I materiali che compongono il nido sono generalmente reperiti nelle immediate vicinanze e scelti in base alla loro consistenza e le loro proprietà termiche. Il nido deve infatti garantire un adeguato isolamento termico e sono perciò preferiti tutti quei materiali dalle spiccate doti coibentanti, quali per esempio il legno, la carta ed i tessuti, ma anche le materie plastiche utilizzate in edilizia per ricoprire le condutture ed imbottire le intercapedini, come le guaine termoretraibili, la lana di vetro, il polistirolo ed il poliuretano espanso. Per la costruzione del nido l'animale si affida perciò a tutti i materiali più idonei che riesce a recuperare, rosicchiando controsoffitti, pannelli isolanti e fonoassorbenti, attaccando pavimentazioni e strutture lignee, asportando pezzi di tessuto ed imbottiture.
Quest'opera di rosicchiatura può inoltre avvenire nel corso delle normali esplorazioni del roditore, tanto per "assaggiare" nuovi materiali quanto per ricavarsi dei varchi di passaggio per raggiungere le fonti di cibo.
Data l'attività prevalentemente notturna dei roditori, è facile che tali demolizioni passino inizialmente inosservate e, se trascurate, alla lunga producano danni ingenti: mobilio irrimediabilmente rovinato, porte perforate, canalette passacavi e cablaggi rosicchiati (si veda il paragrafo seguente), danneggiamento di tappezzerie e tendaggi, finanche a conseguenze gravi per la stabilità di alcune parti dell'edificio.
Topi e ratti alla ricerca di cibo e di rifugi sicuri possono penetrare negli edifici attraverso fori e fessure comunicanti con l'esterno, generalmente tubazioni idriche e canalette per il passaggio dell'impianto elettrico. In quest'ultimo caso, nei punti più stretti i roditori, per ricavarsi un passaggio, possono arrivare ad attaccare la guaina isolante che protegge i cavi, esponendo l'impianto al rischio di corto-circuiti ed incendi, con conseguenze assai gravi per la sicurezza dei dispositivi ad esso collegati.
Inoltre, molti degli spazi tradizionalmente destinati al passaggio e la raccolta dei cavi (pavimenti flottanti, intercapedini, quadri elettrici, CED) sono spesso un ottimo nascondiglio e rappresentano il luogo ideale nel quale costruire il nido (che può essere realizzato con gli stessi frammenti di materia plastica asportata dalla guaina a protezione dei cavi).
In alcuni casi, roditori in cerca di calore e di riparo possono insinuarsi persino all'interno delle apparecchiature stesse, causando gravi danni alle loro componenti: non è così insolito trovare l'impianto elettrico della propria macchina agricola irrimediabilmente compromesso, con il cruscotto e le tappezzerie rosicchiati dai topi.