Con il termine formulazione si intende la forma con cui un prodotto insetticida è messo in commercio; essa dipende dal tipo di principio attivo utilizzato e dalle condizioni pratiche di impiego previste per il prodotto.
Le formulazioni sono caratterizzate da una certa quantità di principio attivo e da una certa quantità di diluenti, emulsionanti, vettori meccanici o altre sostanze. Il principio attivo (spesso abbreviato in p.a.) è responsabile dell'azione insetticida propria del prodotto e può essere puro (Premium grade, purezza > 98%) o impuro (Technical grade, purezza < 98%). Gli emulsionanti sono utilizzati per facilitare la diluizione del formulato nel quantitativo d'acqua necessario per il suo utilizzo sul campo; i diluenti vengono impiegati per ridurre la concentrazione del prodotto in dosi facilmente manipolabili e di più sicuro utilizzo; i vettori meccanici favoriscono il trasporto e la distribuzione del prodotto insetticida (è il caso, ad esempio, delle polveri).
Il mezzo più comune per l'applicazione degli insetticidi è costituito dall'acqua; ciò nonostante, essendo la maggior parte dei pesticidi insolubile in questa sostanza, alla loro formulazione sono addizionati speciali emulsionanti aventi lo scopo di favorire una omogenea miscelazione del prodotto chimico nel liquido.
Come è noto, alcune sostanze (ad esempio acqua e olio) presentano una forte repellenza dovuta alla tensione interfacciale che viene a formarsi quando i due liquidi vengono a contatto. Tuttavia, introducendo un mediatore la cui molecola presenti una parte polare idrofila-lipofoba (quindi attratta dall'acqua) ed una parte non polare idrofoba-lipofila (attratta dall'olio), si otterrà un sistema disperso nel quale le superfici dei due liquidi tenderanno a rimanere a contatto col mediatore stesso il quale, agendo da tensioattivo, stabilizzerà il sistema. È il caso, per esempio, del latte, emulsione nella quale la fase oleosa dispersa (il burro) e quella disperdente (acqua) sono stabilizzate dalla presenza della caseina, molecola con una parte idrofila-lipofoba ed una idrofoba-lipofila.
Le emulsioni a fase oleosa dispersa in acqua si dicono emulsioni normali ed i loro emulsionanti sono in genere saponi alcalini ed oli ossidanti; le emulsioni a fase acquosa dispersa in olio, molto più rare delle precedenti, si dicono invece emulsioni invertite ed i loro emulsionanti sono in genere saponi di metalli pesanti (come l'oleato di calcio).
Quando un concentrato emulsionabile è aggiunto all'acqua esso si disperde rapidamente dando origine ad una emulsione lattiginosa, cioè una sospensione di piccole goccioline di olio nel liquido. Una buona emulsione rimane stabile per diverse ore senza necessità di rimescolamento meccanico; le emulsioni che invece precipitano rapidamente sono indice di formulati vecchi o troppo a lungo immagazzinati.
Concettualmente simili ai concentrati emulsionabili, i concentrati solubili possono essere diluiti in acqua senza l'utilizzo di altre sostanze intermediarie, dando origine a diluizioni acquose limpide e non lattiginose.
Le polveri bagnabili sono una miscela di tre componenti: il principio attivo, la polvere e un agente bagnante.
La polvere è generalmente costituita da talco, caolino, attapulgite, diatomite, pirofillite o silicati sintetici finemente polverizzati e viene impregnata direttamente di principio attivo. L'agente bagnante (presente in ragione del 2-5%) è un tensioattivo che ha la capacità di ridurre la tensione superficiale dei liquidi assicurando una bagnatura uniforme e completa della polvere; senza di esso quest'ultima galleggerebbe sull'acqua senza la possibilità di miscelarvisi.
Le polveri bagnabili in genere precipitano rapidamente e necessitano perciò di continui rimescolamenti durante la loro irrorazione. Seppur meno maneggevoli dei concentrati emulsionabili (tappano facilmente gli ugelli delle pompe e sporcano), le polveri bagnabili sono piuttosto economiche e non vengono assorbite dalle superfici. Tale caratteristica è particolarmente utile in quando permette una elevata residualità del prodotto e facilita il contatto dell'insetticida con gli insetti: questi ultimi infatti, prelevando con i tarsi particelle di polvere durante gli spostamenti, favoriscono l'adesione del prodotto al loro corpo.