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Prodotti chimici e farmaceutici

I processi di urbanizzazione ed industrializzazione hanno gradualmente provocato evidenti modificazioni comportamentali in molti animali selvatici favorendo, in particolare, l'insediamento di numerose colonie di piccioni ed altri volatili all'interno degli insediamenti urbani. Per far fronte al crescente aumento demografico di queste specie, negli ultimi anni sono stati introdotti nuovi repellenti chimici e prodotti farmaceutici atti al controllo e all'allontanamento incruento degli uccelli sinantropi.

Repellenti chimici

Tanica di liquido repellente per piccioni © Bird-X.

I repellenti chimici sono particolari prodotti liquidi le cui essenze risultano estremamente sgradevoli per gli uccelli. Applicati a pennello o con uno spruzzatore lungo le superfici da dissuadere, essi svolgono una graduale azione disabituante, allontanando piccioni ed altri volatili dalle aree trattate.
Il principio attivo maggiormente impiegato è il Metilantranilato (Methyl anthranilate, ed il suo derivato Dimethyl anthranilate), il quale rappresenta l'antenato dei moderni aromi artificiali ed è utilizzato in particolare nella produzione industriale di dolciumi e bibite. Questa sostanza acida, dall'odore dolciastro simile a quello dell'uva[1] e contenuta naturalmente in numerosi frutti (nei chicchi d'uva, per l'appunto, ma anche in limoni, mandarini, arance, fragole), costituisce un ottimo repellente per la maggior parte degli uccelli ed è utilizzato con successo in agricoltura per la protezione delle colture di cereali, girasoli, riso e degli arboreti da frutto: trattandosi di un composto alimentare completamente atossico, può essere nebulizzato direttamente sui vegetali in totale sicurezza, rendendo frutta e verdura meno appetibili agli uccelli. Per la dissuasione degli edifici urbani, i repellenti chimici disabituanti sono venduti in piccoli flaconi dotati di spray e già pronti per l'utilizzo, oppure in capienti taniche per la stesura a pennello o con atomizzatore.
I repellenti chimici hanno un costo modesto e non richiedono particolari competenze né l'utilizzo di sofisticate apparecchiature, caratteristiche queste che hanno grandemente favorito il loro impiego nel campo delle dissuasioni domestiche. I prodotti più recenti disponibili in commercio sono stati sottoposti a micro-incapsulazione e garantiscono perciò un'azione repellente per un periodo di circa 5 giorni. Tuttavia, umidità e piogge possono dilavare prematuramente il prodotto, mentre le alte temperature sono causa di rapida evaporazione: è bene quindi, soprattutto nei primi giorni di utilizzo, ripetere con frequenza l'applicazione del liquido repellente (sono consigliate almeno due applicazioni a settimana).
L'efficacia dei repellenti chimici nei contesti urbani è tutt'oggi oggetto di discussione tra gli operatori di settore. La maggior parte delle applicazioni sul campo ha riscosso buoni risultati unicamente in presenza di piccole e medie infestazioni, rivelandosi invece insufficiente a fronteggiare le pressioni più elevate e persistenti. Inoltre, l'effetto dell'essenza odorosa si è dimostrato particolarmente suscettibile alla presenza di smog e pulviscolo, vedendo diminuire la sua efficacia nelle aree più soggette a traffico veicolare ed inquinamento atmosferico.

Controllo farmaceutico

Chicchi di mais trattati con Nicarbazina per il controllo farmaceutico delle popolazioni di Colombi domestici nelle città.

Il monitoraggio delle colonie di volatili all'interno dei centri abitati è diventato negli ultimi anni una necessità sempre più sentita nella maggior parte delle città italiane. Disponibilità di cibo e rifugi, quasi totale assenza di predazione, minore escursione termica e temperature medie maggiori rispetto all'ambiente rurale, sono solo alcuni dei fattori che hanno contribuito all'esponenziale aumento dell'attività riproduttiva di piccioni ed altri uccelli urbanizzati, permettendo la sopravvivenza massiva dei pulli e favorendo, di conseguenza, la crescita incontrollata delle popolazioni. Questa massiccia colonizzazione - la quale, essendosi via via estesa anche alle zone periferiche ed industriali, non è più esclusivo interesse dei soli centri storici - comporta ogni giorno notevoli disagi per i cittadini e rappresenta un serio rischio per l'integrità del patrimonio architettonico, facilitando la diffusione di degrado e sporcizia. Inoltre il colombo urbano, dal punto di vista igienico-sanitario, costituisce un pericolo per la salute dell'uomo e degli animali domestici in quanto possibile veicolo di microrganismi patogeni (i quali sono responsabili della trasmissione di zoonosi quali, ad esempio, salmonellosi, clamidiosi, campilobacteriosi e tubercolosi aviarie) e parassiti (soprattutto zecche).

Per far fronte all'aumento incontrollato del numero di piccioni ed altri uccelli all'interno delle aree urbane, negli ultimi anni sono state sperimentate strategie di contenimento molto diverse - dal monitoraggio dei siti di nidificazione alla cattura e l'allontanamento degli individui - molte delle quali si sono spesso rivelate inefficaci. Un approccio più moderno al controllo delle nascite dei colombi randagi è oggi rappresentato dalla somministrazione agli stessi di sostanze ed effetto antifecondativo, le quali sono in grado di deprimere per tempi più o meno lunghi l'attività riproduttiva di questi animali permettendo una graduale diminuzione degli individui adulti, non più sostituiti dai novelli.

Il principio attivo maggiormente utilizzato è la Nicarbazina, sostanza atossica impiegata già da molti anni nel controllo della coccidiosi negli allevamenti dei polli da carne. Numerosi studi effettuati durante la seconda metà del novecento sulle galline ovaiole[2][3] hanno suggerito l'impiego di questa molecola quale efficace antifecondativo per i piccioni. Esami clinici e di laboratorio hanno confermato che, con dosaggi sul campo attestati attorno alle 800 ppm, la Nicarbazina è priva di effetti sistematici indesiderati per gli animali trattati, non provocando alcuna modificazione anatomica o funzionale che possa indurre stati di sofferenza fisica, obiettiva e soggettiva[4]. Inoltre, la somministrazione di Nicarbazina non rende sterili i piccioni in via definitiva, permettendo loro di riassumere rapidamente e completamente le funzioni riproduttive alla sospensione del trattamento. Infine, circa le implicazioni di natura ambientale, l'accumulo della molecola nell'ambiente si è rivelato grandemente inferiore al limite imposto dall'Unione Europea in materia di Environmental Risk Assessment (E.R.A.) e fissato a 10 μg per kg di terreno[5].

L'impiego della Nicarbazina costituisce quindi uno degli strumenti più efficaci e sicuri al servizio di Amministrazioni ed Enti Pubblici per il controllo delle popolazioni di piccioni randagi[6]. Per renderlo appetibile e di facile somministrazione, il principio attivo è generalmente mescolato alla comune granella di mais (in ragione dello 0,8‰) e quindi commercializzato - esclusivamente dietro presentazione di ricetta medico-veterinaria - in sacchetti multidose sigillati di vario peso. La distribuzione del prodotto deve essere eseguita "a terra", preferibilmente alle prime ore del mattino e solo nelle aree precedentemente individuate da tecnici qualificati. Il trattamento con Nicarbazina deve protrarsi nel lungo periodo, ponendosi come obiettivo minimo del primo anno la crescita zero e, negli anni successivi, la diminuzione progressiva degli individui.

Note

  1. ^ in effetti, il Methyl anthranilate è reperibile in grandi quantità all'interno degli acini di Uva fragola e nelle altre varietà di Vitis labrusca, pianta di vite nativa degli Stati Uniti orientali e diffusa in tutto il mondo.
  2. ^ McLoughlin, D.K., Wehr E.E. and Rubin R. (1957) Egg shell color and egg production in New Hampshire laying hens as affected by nicarbazin medication. Poult. Sci.: 36, 880-884.
  3. ^ Hurwitz, S., Bornstein S. and Lev. Y. (1975) Some response of laying hens to induced arrest of egg production. Poult. Sci.: 54, 415-422.
  4. ^ (2007) Istituto di Clinica Medica Veterinaria ed Istituto di Anatomia Patologica, Università di Parma - Facoltà di Medicina Veterinaria.
  5. ^ (2007) Università del Sacro Cuore di Piacenza.
  6. ^ studi promossi dal Comune di Firenze e condotti presso il Dipartimento di Biologia animale e genetica dell'Università di Firenze hanno dimostrato, nel periodo 1999-2000, una evidente diminuzione (con punte del 30% circa) della consistenza delle colonie di piccioni soggette a trattamento con Nicarbazina. Gli studi sono stati effettuati nelle zone del centro storico ed in quelle comprese entro i Viali della Circonvallazione. Si leggano a tal proposito i documenti «L'uso della nicarbazina nel contenimento delle popolazioni ornitiche: Firenze 1999» (1999 - Ferraresi M., Vezzani E.), «Impiego della nicarbazina nel controllo della riproduzione del colombo randagio in città» (2001 - Bursi E., Gelati A., Ferraresi M., Zannetti G.) e «Esperienza di uso della nicarbazina a Firenze: valutazione dei risultati» (2004 - Gelati A., Lebboroni M., Nannetti G.).

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Ultimo aggiornamento: 30-11-2009