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Curculionidi

Sitophilus granarius, Sitophilus oryzae,
Sitophilus zeamais, Rhynchophorus ferrugineus

Fanno parte della famiglia dei Curculionidi (Curculionidae, la quale, con le sue 48˙000 specie circa, è la più vasta dell'intero regno animale) numerosi piccoli coleotteri dal corpo con colorazione mimetica o metallica e dal caratteristico clipeo allungato, all'apice del quale è situato il robusto apparato boccale masticatore, idoneo a rodere e forare le cariossidi dei cereali. A causa del loro aspetto caratteristico tali insetti sono definiti comunemente punteruoli.
In genere le femmine depongono le loro uova all'interno di tessuti vegetali (con particolare predilezione per le cariossidi), che perforano facilmente con il piccolo rostro appuntito. Risultano estremamente nocivi alle colture come il cotone ed il riso, o possono danneggiare la corteccia di numerosi alberi.
In Italia sono diffusi il Punteruolo del grano (Sitophilus granarius), il Punteruolo del riso (Sitophilus oryzae) ed il Punteruolo del mais (Sitophilus zeamais) - tutti comuni infestanti delle derrate alimentari diffusi soprattutto nei luoghi di lavorazione e stoccaggio di prodotti cerealicoli (molini, sili), ma anche nelle cucine domestiche e nelle dispense - mentre è in costante crescita la presenza del più esotico Punteruolo della palma (Rhynchophorus ferrugineus), vorace insetto responsabile di gravi danneggiamenti a carico delle palme ornamentali e fruttifere.

Punteruolo del grano

Sitophilus granarius
Fotografia di un esemplare adulto di Sitophilus granarius.
Larva
Morfologia della larva di Punteruolo del grano: falsa eruciforme, di aspetto vermiforme con tegumenti molli, presenta tre paia di pseudozampe toraciche al posto delle vere zampe.
Falsa eruciforme, di aspetto vermiforme con tegumenti molli; presenta tre paia di pseudozampe toraciche al posto delle vere zampe.
Classificazione scientifica
Dominio: Eukaryota
Regno: Animalia
Phylum: Arthropoda
Classe: Insecta
Ordine: Coleoptera
Famiglia: Curculionidae
Genere: Sitophilus
Specie: S. granarius
Caratteristiche
Lunghezza: 3-5 mm
Alimentazione: fitofago
Sviluppo: olometabolo
Svernamento: adulto
Denominazioni comuni
Calandra del grano
Punteruolo del grano
Grain weevil
Granary weevil
Wheat weevil

Il Punteruolo del grano (Sitophilus granarius - Linnaeus, 1758) è un piccolo coleottero diffuso in tutto il mondo, soprattutto nelle regioni a clima temperato o freddo[1]. Comune infestante delle derrate alimentari, questo insetto è facilmente rinvenibile nei magazzini di stoccaggio dei cereali dove è responsabile di gravi danni a carico delle cariossidi, le quali sono fittamente rosicchiate e sforacchiate sia dalle larve che dagli esemplari adulti.
Lungo circa 3-5 mm e di colore bruno uniforme più o meno scuro, il Punteruolo del grano ha forma allungata, depressa nella parte inferiore. A differenza della maggior parte dei Coleotteri, questa specie manca del secondo paio di ali ed è perciò inabile al volo: gli adulti compiono quindi i loro spostamenti esclusivamente a terra ed in genere solo per brevi distanze, preferendo insinuarsi sotto la superficie della massa alimentare infestata, ricercando il buio e la protezione degli strati più interni. Le elitre non ricoprono completamente l'addome, lasciandone scoperta la parte terminale inferiore. L'esoscheletro è fittamente solcato da piccoli fori, di forma circolare od ellittica, dai quali emerge un'unica spessa e corta setola di colore giallognolo. Gli occhi composti sono di ridotte dimensioni e separati dal vistoso clipeo allungato. Non sono presenti ocelli.
La stagione riproduttiva ha inizio in primavera. Ogni femmina depone da 2-3 uova al giorno, per un totale di circa 350 in un periodo di 8-9 mesi. Tranne in casi eccezionali, ciascun uovo è deposto in cariossidi separate: attraverso un piccolo foro praticato con il rostro, la femmina introduce l'estremità addominale all'interno del cereale iniettandovi l'uovo; il foro è poi prontamente sigillato con un impasto costituito di rosura e saliva. La schiusa avviene dopo 4-15 giorni, variabili in funzione della temperatura ambientale. La larva inizia a cibarsi dell'interno della cariosside per un periodo di 20-40 giorni, avendo tuttavia cura di rispettarne l'involucro esterno, senza mai uscirne. Lo sviluppo pupale dura 5-20 giorni, cui segue un periodo di alcuni giorni di permanenza dell'adulto, ormai completamente differenziato, all'interno della celletta. Quest'ultimo poi, grazie all'apparato boccale masticatore, si apre un varco nel tegumento della cariosside e sfarfalla. A dispetto dei tempi indicati, in condizioni ambientali particolarmente favorevoli (temperatura di 27-29 °C. umidità relativa del 70-80% ed umidità del substrato del 15%) lo sviluppo embrionale può accelerare notevolmente, portando al completamento dell'intero ciclo in circa 1 mese[2].
Temperatura, umidità, tenore di CO2 ed affollamento influiscono sulla celerità dello sviluppo della specie: in Italia il Punteruolo del grano presenta generalmente da 3 a 6 generazioni all'anno, le quali possono accavallarsi tra loro determinando continui sfarvallamenti, soprattutto nei mesi estivi. Lo svernamento avviene solitamente come adulto.
Specie estremamente dannosa per le derrate alimentari, accanto ai danni causati dalle larve non vanno trascurate le perdite inflitte dagli individui adulti. Le femmine, infatti, possono vivere fino a 12-14 mesi, durante i quali forano e rosicchiano le cariossidi non solo per deporvi le uova, ma anche per nutrirsi. Il Punteruolo del grano infesta preferibilmente i cereali (frumento, orzo, mais, riso, segale, avena, sorgo) ma può attaccare all'occorrenza anche grano saraceno, manioca, castagne secche, ghiande, paste alimentari o, in casi eccezionali, anche le leguminose da granella come piselli, ceci e fagioli.

Punteruolo del riso

Sitophilus oryzae
Fotografia di un esemplare adulto di Sitophilus oryzae.
Larva
Morfologia della larva di Punteruolo del riso: falsa eruciforme, di aspetto vermiforme con tegumenti molli, presenta tre paia di pseudozampe toraciche al posto delle vere zampe.
Falsa eruciforme, di aspetto vermiforme con tegumenti molli; presenta tre paia di pseudozampe toraciche al posto delle vere zampe.
Classificazione scientifica
Dominio: Eukaryota
Regno: Animalia
Phylum: Arthropoda
Classe: Insecta
Ordine: Coleoptera
Famiglia: Curculionidae
Genere: Sitophilus
Specie: S. oryzae
Caratteristiche
Lunghezza: 2-3 mm
Alimentazione: fitofago
Sviluppo: olometabolo
Svernamento: adulto
Denominazioni comuni
Calandra del riso
Punteruolo del riso
Rice weevil

Originario dell'India, il Punteruolo del riso (Sitophilus oryzae - Linnaeus, 1758) è un curculione di piccole dimensioni diffuso in tutto il mondo e responsabile di notevoli danni a carico dell'agricoltura e delle derrate alimentari, considerata la grande prolificità tipica di questa specie.
Dall'aspetto molto simile a quello del Punteruolo del grano, il Punteruolo del riso è lungo 2-3 mm, con corpo allungato di colore bruno-rossastro fittamente ricoperto di piccoli solchi ellittici. Le elitre, di tinta castana, presentano ciascuna due macchie longitudinali color ruggine, le quali permettono un primo semplice riconoscimento della specie. Questo insetto è inoltre provvisto del secondo paio di ali ed è perciò in grado di volare, capacità che favorisce lo spostamento dell'infestante dai cereali in campo (dove completa a volte la prima generazione) ai magazzini e viceversa.
Le femmine depongono mediamente 8 uova al giorno, per un totale di 300-400 uova lungo un periodo di circa 40-50 giorni. La deposizione avviene all'interno delle cariossidi secondo le stesse modalità descritte per il Punteruolo del grano. La larva raggiunge la maturità dopo circa 20-40 giorni, in funzione delle condizioni ambientali, impupandosi all'interno del cereale e restandovi quiescente per 5-20 giorni. Anche in questa specie l'adulto, completamente formato, permane all'interno della celletta per 3-5 giorni, il tempo necessario all'indurimento del nuovo esoscheletro. In seguito sfarfalla, abbandonando la cariosside ormai completamente svuotata. Nelle nostre regioni durante l'annata si susseguono in genere 3-4 generazioni. Trattandosi di una specie che necessità di temperature leggermente superiori (tra i 16 ed i 35 °C) rispetto a quelle indicate per il Punteruolo del grano, lo svernamento avviene solitamente da adulto presso gli strati più interni della massa di cereali, dove le temperature si mantengono più elevate.
I cereali attaccati sono chiaramente riconoscibili in quanto presentano vistosi fori d'uscita lungo il tegumento. Il Punteruolo del riso attacca sopratutto cereali quali frumento, riso, orzo, mais, segale ed avena, anche se è in grado di adattarsi facilmente a diversi substrati alimentari ricchi di amidi come, in particolare, la pasta secca. Le sostanze attaccate, inoltre, a causa dell'azione delle larve ed il conseguente aumento di umidità e temperatura interna, possono contrarre infezioni secondarie ad opera di funghi e muffe.

Punteruolo della palma

Rhynchophorus ferrugineus
Fotografia di un esemplare adulto di Rhynchophorus ferrugineus mentre si arrampica lungo un rametto.
Larva
Morfologia della larva di Punteruolo rosso della palma: falsa eruciforme, di aspetto vermiforme con tegumenti molli, presenta tre paia di pseudozampe toraciche al posto delle vere zampe.
Falsa eruciforme, di aspetto vermiforme con tegumenti molli; presenta tre paia di pseudozampe toraciche al posto delle vere zampe.
Classificazione scientifica
Dominio: Eukaryota
Regno: Animalia
Phylum: Arthropoda
Classe: Insecta
Ordine: Coleoptera
Famiglia: Curculionidae
Genere: Rhynchophorus
Specie: R. ferrugineus
Caratteristiche
Lunghezza: 19-35 mm
Alimentazione: fitofago
Sviluppo: olometabolo
Svernamento: adulto
Denominazioni comuni
Calandra delle palme
Curculionide ferruginoso delle palme
Punteruolo delle palme
Punteruolo rosso della palma
Red palm weevil

Il Punteruolo rosso della palma (Rhynchophorus ferrugineus - Olivier, 1790) è un infestante la cui diffusione in Europa è in atto solo da alcuni anni; la prima segnalazione in Italia risale all'autunno del 2004 in un vivaio di Pistoia[3]. Originario dell'indocina, l'areale di questo coleottero ha conosciuto una costante espansione, favorita dall'intensificarsi degli scambi commerciali con i paesi tropicali produttori ed espostatori di palme (piante ornamentali sempre più utilizzate in tutto il mondo) e di prodotti da queste derivati, diventando presto uno dei punteruoli fitofagi più diffusi.
Le specie floreali maggiormente attaccate da questo insetto sono le palme Areca catechu, Arenga pinnata, Borassus flabellifer, Caryota maxima, Caryota cumingii, Corypha elata, Corypha gebanga, Elaeis guineensis, Metroxylon sagu, Roystonea regia e Phoenix sylvestris, anche se i danni economici più consistenti sono segnalati soprattutto a carico della Palma da cocco (Cocos nucifera) e della Palma da dattero (Phoenix dactylifera), nella quale il punteruolo riesce facilmente a penetrare attraverso le potature eseguite dall'uomo durante le pratiche di coltivazione (quali, in particolare, la rimozione dei germogli[4]). In particolare in Italia, recenti studi svolti in Campania e Sicilia sembrano evidenziare una predilezione dell'insetto per le palme di sesso maschile[5].
Di aspetto simile a quello dei comuni punteruoli delle derrate alimentari, il Punteruolo rosso della palma è da questi facilmente riconoscibile per le maggiori dimensioni (in media 35 mm di lunghezza per 12mm di larghezza) e per la vistosa colorazione variabile dal bruno ruggine all'arancione, con pronoto liscio punteggiato di macchioline nere (di forma, dimensione e numero variabili da esemplare a esemplare) ed elitre più scure ed attraversate longitudinalmente da linee di piccoli solchi allineati. Le ali, di color marrone, garantiscono a questo insetto buone capacità di volo. Il rostro è di color marrone-rossastro sul dorso, più scuro nella zona ventrale; nei maschi è ricoperto da una fitta peluria che si estende lungo la metà apicale superiore; nelle femmine invece è liscio, snello, maggiormente incurvato e leggermente più lungo.
Tutti gli stadi di sviluppo del Punteruolo della palma sono attraversati all'interno del vegetale e non possono avvenire altrove[6]. I maschi, una volta individuato il vegetale adatto, attirano le femmine secernendo un particolare feromone di aggregazione, il ferrugineol (4-methyl-5-nonanol), che svolge la funzione di attrattivo sessuale e può richiamare alla palma un gran numero di individui. Dopo l'accoppiamento, ciascuna femmina depone circa 300 uova all'interno delle pieghe o delle ferite della pianta parassitata, praticandovi piccoli fori con l'aiuto del lungo rostro che poi provvede a richiudere con una mistura di rosura e saliva. Le uova, di colore bianco-giallastro, hanno forma ovale allungata (dimensioni medie di 2,6 x 1,1 mm) e sono in genere allargate alla base. L'incubazione, della durata di 2-5 giorni, porta alla nascita di piccole larve apode di aspetto vermiforme, con capo fortemente sclerificato di color marrone e corpo bianchiccio, le quali si insinuano immediatamente negli strati più interni del vegetale, soprattutto all'altezza del peduncolo fogliare e dello stipite. Lo sviluppo larvale si protrae per circa 1-3 mesi, periodo durante il quale la larva - grazie al robusto apparato boccale masticatore di cui è dotata - perfora il tronco e rosicchia i tessuti più soffici della palma (le parti fibrose, al contrario, vengono evitate), accrescendo gradualmente le sue dimensioni ed acquisendo colorazione via via più scura. Giunta a maturazione, la larva raggiunge una lunghezza di circa 50 mm ed una larghezza di 20 mm. L'impupamento, della durata di 14-21 giorni, avviene all'interno di un bozzolo di forma ovale (lungo mediamente 60 mm e largo 30 mm) costituito di filamenti fibrosi strappati dalla palma stessa e localizzato soprattutto alla base dei peduncoli, oppure nella sostanza organica presente nell'ascella fogliare. La pupa, che durante il suo sviluppo passa dal color bianco crema al marrone con il progressivo irrigidimento dell'esoscheletro, ha il capo ripiegato verso il ventre ed è lunga circa 35 mm, per 15 mm di larghezza. L'intero sviluppo ha una durata di circa 4 mesi.

Riferimenti

  1. ^ Locatelli D. P., Süss L. (2001) «I parassiti delle derrate. Riconoscimento e gestione delle infestazioni nelle industrie alimentari». Calderini Edagricole, Bologna: 97-100.
  2. ^ Scirocchi A. (1988) «Guida alla disinfestazione». CESI, Roma: 217.
  3. ^ Sacchetti P., Camera A., Granchietti A., Rosi C. M., Marzialetti P. (2005) «Prima segnalazione in Italia del curculionide delle palme, Rhynchophorus ferrugineus». CESPEVI, Pistoia.
  4. ^ Abad R. G., Howard F. W., Giblin-Davis R. M., Moore D. (2001) «Insects on palms». CABI Publishing, CAB International, New York, USA: 273-275.
  5. ^ Littardi C. (2008) «Emergenza Punteruolo rosso: il sesso fa la differenza?». Centro Studi e Ricerche per le Palme, Sanremo.
  6. ^ Capinera J. L. (2008) «Encyclopedia of Entomology». Springer, USA: 3127-3132.

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Ultimo aggiornamento: 15-03-2010