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Tenebrionidi

Tenebrio molitor, Tribolium castaneum, Tribolium confusum

Alla famiglia dei Tenebrionidi (Tenebrionidae) appartiene il maggior numero di Coleotteri dannosi alle derrate alimentari: ne sono note, infatti, oltre 100 specie nocive in tutto il mondo. Questi insetti si alimentano per lo più di detriti o di materiali di origine vegetale in via di decadimento, anche se talune specie presentano costumi predatori. Solitamente di piccole dimensioni (anche se esistono specie discretamente voluminose), sono tutti caratterizzati da adulti di colore bruno rugginoso, per lo più molto cupo, talvolta nerastro.
Particolarmente diffusi in Italia sono l'Alfitobio (Alphitobius diaperinus), il Gnatocero cornuto (Gnatocerus cornutus), il Tenebrione mugnaio (Tenebrio molitor) ed il Tribolio delle farine (Tribolium castaneum e Tribolium confusum), tutti comuni infestanti delle industrie alimentari ed in particolare di magazzini, mulini, panetterie e pastifici.

Tenebrione mugnaio

Tenebrio molitor
Esemplare adulto di Tribolio delle farine (Tenebrio molitor) fotografato mentre si nutre di un cereale fioccato.
Larva
Morfologia della larva di Silvano dentellato: di forma cilindrica, con colore giallo lucido e tegumenti rigidi.
Larva cilindrica di colore giallo lucido con tegumenti rigidi.
Classificazione scientifica
Dominio: Eukaryota
Regno: Animalia
Phylum: Arthropoda
Classe: Insecta
Ordine: Coleoptera
Famiglia: Tenebrionidae
Genere: Tenebrio
Specie: T. molitor
Caratteristiche
Lunghezza: 13-20 mm
Alimentazione: polifago
Sviluppo: olometabolo
Svernamento: larva
Denominazioni comuni
Tenebrione mugnaio
Verme della farina
Yellow mealworm

Con i suoi 13-20 mm di lunghezza, il Tenebrione mugnaio o Verme della farina (Tenebrio molitor - Linnaeus, 1758) rappresenta uno dei Coleotteri infestanti delle industrie alimentari di maggiori dimensioni. Diffuso in tutto il mondo, è di corporatura ovale allungata e di colore generalmente bruno scuro brillante. Le elitre presentano evidenti scanalature longitudinali (simili a quelle riscontrabili in alcuni Anobidi) mentre le antenne, mediamente lunghe, non sono clavate.
Buon volatore, il Tenebrione mugnaio è una specie lucifuga che si sposta preferibilmente all'imbrunire per raggiungere magazzini, sili, o mulini dove sono presenti le sostanze di cui si nutre (sfarinati, crusche, paste alimentari, biscotti, spezie, pane secco).
Nel corso della loro vita adulta le femmine arrivano a deporre da 80 a 550 uova (fino a 40 al giorno), sistemandole in gruppetti direttamente all'interno del substrato alimentare. Dopo 5-15 giorni di incubazione, dalle uova fuoriescono piccole larve di colore giallo e dalla caratteristica forma cilindrica con tegumenti rigidi, particolarmente apprezzate per il nutrimento di rettili e di uccelli domestici. Queste ultime, alimentandosi del pabulum ed accrescendo progressivamente di dimensione attraverso numerose mute, al termine dello sviluppo possono superare i 28 mm di lunghezza. Ad una temperatura di 28 °C la vita larvale dura dai 160 ai 180 giorni (con 8-10 mute), mentre a temperatura ambiente (20 °C) può protrarsi fino a 350 giorni (con 17-18 mute). Considerata la lunghezza del ciclo di sviluppo, la presenza di larve di Tenebrione mugnaio in magazzini, pastifici e mulini è indice di trascuratezza nelle pulizie prolungata da molto tempo[1]. Il periodo pupale ha durata variabile in funzione della temperatura, da un minimo di 8 giorni (a 27 °C) ad un massimo di 13 (a 18 °C). Lo svernamento avviene solitamente come larva ibernata. In Italia e nelle regioni temperate si presenta in genere una sola generazione all'anno.
Il Tenebrione mugnaio, pur nutrendosi di un gran numero di sostanze alimentari anche di origine animale (come carne essiccata, corna e cuoio), attacca per lo più farine, crusche e prodotti derivati dalla lavorazione dei cereali, i quali sono gravemente contaminati a causa dell'abbandono di una grande quantità di escrementi ed esuvie. Le farine attaccate, inoltre, assumono odore sgradevole di tipo fenolico e perdono le caratteristiche panificatorie. Gli insetti adulti, rifuggendo la luce, si annidano comunemente negli anfratti ai basamenti dei mulini, all'interno degli impianti di essicazione dei cereali e nei magazzini, dove sopravvivono 2-3 mesi. Tuttavia, poiché le larve Tenebrione sono in grado di nutrirsi anche di guano ed altre deiezioni, questo insetto può risultare infestante anche negli allevamenti (soprattutto pollai).

Tribolio delle farine

Tribolium castaneum
Esemplare adulto di Tribolio delle farine (Tribolium castaneum) fotografato mentre si nutre di un cereale fioccato.
Larva
Morfologia della larva di Silvano dentellato: forma cilindrica, aspetto vermiforme e colorito bianco-giallastro; presenta tre paia di zampe toraciche e capo piccolo.
Larva cilindrica di aspetto vermiforme e colorito bianco-giallastro; presenta tre paia di zampe toraciche e capo piccolo.
Classificazione scientifica
Dominio: Eukaryota
Regno: Animalia
Phylum: Arthropoda
Classe: Insecta
Ordine: Coleoptera
Famiglia: Tenebrionidae
Genere: Tribolium
Specie: T. castaneum
Caratteristiche
Lunghezza: 2,5-3 mm
Alimentazione: polifago
Sviluppo: olometabolo
Svernamento: larva/pupa/adulto
Denominazioni comuni
Tribolio castano
Tribolio delle farine
Red flour beetle

Il Tribolio delle farine o Tribolio castano (Tribolium castaneum - Herbst, 1797) è una delle specie infestanti più longeve (lo stadio adulto è in grado di vivere fino a circa 2 anni) e la più comune nelle industrie alimentari[2]. Di colore rugginoso e dimensioni comprese tra i 3 ed i 4 mm, presenta antenne composte da 10 segmenti, dei quali gli ultimi 3 formano una clava ben distinta, utile al riconoscimento di questa specie dalla simile Tribolium confusum. Questo insetto è inoltre un buon volatore.
Pur colonizzando preferibilmente derrate polverulente e ricche di amidi (come farine, semole e crusche), l'elevata polifagia del Tribolio delle farine gli permette di nutrirsi delle più svariate sostanze di origine vegetale (arachidi, copra, ricino, sesamo, lino, leguminose e cereali da granella, frutta secca, cacao, cioccolato, manioca). I danni più consistenti sono rilevati a carico delle farine, le quali assumono in breve tempo colorazione rosa-brunastra ed odore sgradevole a causa delle secrezioni ghiandolari dell'insetto (chinoni), vedendo nel contempo calare il loro contenuto in tiamina ed aumentare il livello di acido urico e di acidi grassi liberi. È sufficiente un attacco protratto per 2-3 mesi per alterare irreparabilmente le farine pregiudicandone le caratteristiche panificatorie.
La durata del ciclo di sviluppo del Tribolio delle farine è grandemente influenzata dalle condizioni di temperatura ed umidità relativa. L'accoppiamento avviene 2 giorni dopo la fuoriuscita dell'adulto. Ciascuna femmina depone 200-500 uova isolatamente (in numero di 2-10 per giorno, lungo un periodo di 150-200 giorni), le quali schiudono dopo un'incubazione di circa una settimana a 25 °C. Le larve, di colore bianco sporco e lunghezza massima di 5 mm[3], si nutrono del pabulum per 15-38 giorni, impupandosi quindi all'interno della derrata infestata. In condizioni ottimali (temperatura di 30 °C ed U.R. 70-90%) lo sviluppo si svolge in 40 giorni, anche se condizioni proibitive possono rallentarlo notevolmente (ad esempio, alla temperatura minima di sviluppo di 22,5 °C ed U.R. ≥ 10%, il completamento del ciclo può allungarsi fino a 70-100 giorni). La temperatura massima che consente lo sviluppo di questo insetto è di 40 °C (con U.R. del 50-70%), pur essendo il Tribolio capace di sopportare anche gli ambienti più secchi (con U.R. 10%). Tuttavia, temperature eccessivamente alte o basse possono portare rapidamente alla morte di tutti gli stadi vitali (a 7 °C in 24 giorni, a 51 °C in 5 minuti).
Del tutto simile al Tribolium castanum è il Tribolio confuso o Tribolio nero (Tribolium confusum - Jacquelin du Val, 1863) il quale tuttavia, oltre ad essere uno scarso volatore (si sposta preferibilmente solo sulle zampe), si distingue dal precedente per la struttura delle antenne (progressivamente inspessite dalla base all'apice) e degli angoli anteriori del protorace (che sono distintamente sporgenti).
Il Tribolio confuso è una specie molto prolifica: nell'arco della sua vita adulta (1-1,5 anni) ciascuna femmina può deporre sino a 350-400 uova le quali, ad una temperatura di 30 °C ed U.R. 70%, schiudono e portano alla formazione di individui maturi in soli 25 giorni. La temperatura minima per lo sviluppo è di 22,5 °C (con U.R. ≥ 30%), la massima è di 37,5 °C (con U.R. compresa tra il 30% ed il 70%). Anche il Tribolio confuso sopporta bene una bassa umidità, purché la temperatura non scenda mai al di sotto dei 22,5 °C.

Riferimenti

  1. ^ Locatelli D. P., Süss L. (2001) «I parassiti delle derrate. Riconoscimento e gestione delle infestazioni nelle industrie alimentari». Calderini Edagricole, Bologna: 91-93.
  2. ^ Si veda il punto 1.
  3. ^ Scirocchi A. (1988) «Guida alla disinfestazione». CESI, Roma: 210.

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Ultimo aggiornamento: 01-04-2010