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Piofilidi

Piophila casei

La famiglia dei Piofilidi (Piophilidae) rappresenta un piccolo gruppo di Ditteri di aspetto simile a quello della Mosca domestica e le cui larve, dalle abitudini alimentari saprofaghe, si sviluppano generalmente a spese di sostanze di origine animale.
In Italia l'unica specie della famiglia a rivestire una certa importanza economica e sanitaria è la specie Piophila casei, meglio conosciuta come Mosca del formaggio.

Mosca del formaggio

Piophila casei
Piophila casei.
Larva
Morfologia della larva di Mosca del formaggio: vermiforme, con capo appuntito, estremità caudale tronca, tendenzialmente glabra con 3 fasce irregolari di piccole spine.
Larva con capo appuntito, estremità caudale tronca, tendenzialmente glabra con 3 fasce irregolari di piccole spine.
Classificazione scientifica
Dominio: Eukaryota
Regno: Animalia
Phylum: Arthropoda
Classe: Insecta
Ordine: Diptera
Famiglia: Piophilidae
Genere: Piophila
Specie: P. casei
Caratteristiche
Lunghezza: 3-4 mm
Alimentazione: saprofaga
Sviluppo: olometabolo
Svernamento: larva
Denominazioni comuni
Mosca casearia
Mosca del formaggio
Cheese skipper

Conosciuta più comunemente con il nome di Mosca del formaggio o Mosca casearia, la specie Piophila casei (Linnaeus, 1758) ha aspetto simile a quello della Piccola mosca domestica. La sua livrea è di color nero uniforme con riflessi bronzati e striature giallognole in corrispondenza del capo, delle antenne e delle zampe. Le ali sono trasparenti, lievemente iridescenti, ed in posizione di riposo vengono mantenute sovrapposte all'addome.
Nell'arco della sua vita riproduttiva (da 4 a 10 giorni[1]) la femmina di Mosca casearia depone circa 250 uova sul substrato idoneo allo sviluppo delle larve (formaggi, carni in stagionatura, pesce affumicato). Le uova sono di colore bianco perlato, parzialmente trasparenti, e di forma cilindrica (circa 0,75 mm di lunghezza per 0,2 mm di diametro). Il periodo di incubazione è di circa 23-54 ore ad una temperatura compresa tra i 16 ed i 27 °C.
Le larve sono immediatamente attive già dopo la schiusa e si annidano rapidamente all'interno del substrato di deposizione. Di aspetto vermiforme e colore biancastro, hanno corpo glabro (ad accezione di 3 deboli file trasversali di spine chitinose), capo appuntito ed estremità caudale tronca. Appena uscite dall'uovo misurano generalmente 0,8 mm di lunghezza per 0,1 mm di diametro per raggiungere, una volta mature, una lunghezza di circa 10 mm. Il periodo di sviluppo delle larve dura circa 14 giorni ad una temperatura media di 20 °C. Le pupe, di forma ovoidale (4-5 mm di lunghezza per 1-1,7 mm di diametro) e di colorito marrognolo, si formano direttamente nel substrato di deposizione o nelle sue immediate vicinanze. Lo sfarfallamento degli adulti avviene dopo 7-12 giorni. Tuttavia è possibile che le larve sviluppatesi sul finire dell'autunno rallentino la loro crescita per sopravvivere all'inverno nello stadio di pupa. Caratteristica peculiare delle larve è la possibilità di compiere grandi balzi (fino a 15 cm in altezza per 25 cm in lunghezza) se infastidite o minacciate, oppure quale forma di spostamento. A tal scopo si piegano su se stesse afferrando l'estremità caudale del corpo con gli uncini boccali: tendendo i muscoli addominali e rilasciando tosto la presa, scattano in aria come una molla.
L'ingestione delle larve di questo insetto è tra le principali cause di miasi nell'uomo[2][3]. Poiché la preparazione di alcuni formaggi (quali, ad esempio, il "casu marzu" di Sardegna) prevede l'introduzione delle larve di Mosca casearia, esse sono tra gli insetti più frequentemente individuati nell'intestino umano ed al suo interno possono causare lesioni anche gravi nel tentativo di scavarne le pareti. I sintomi includono nausea, vomito, coliche, dolori addominali e diarrea con sangue. Gli adulti, invece, nutrendosi e poggiandosi su sostanze organiche in decomposizione (similmente alla Mosca domestica), possono essere vettori di svariati microrganismi patogeni ed apportare pericolose contaminazioni alimentari.

Riferimenti

  1. ^ Mote C. (1914) «The Cheese Skipper». In: «The Ohio Naturalist», XIV-7. The Biological Club of the Ohio State University: 309-315.
  2. ^ Le miasi (dal greco mùia, "mosca") sono infestazioni causate da larve di Ditteri che, per un tempo variabile, si alimentano su tessuti vivi o morti dell'ospite o con i liquidi corporei di questo.
    Per approfondire l'argomento si veda a tal proposito l'articolo «Le Miasi» di Di Sarno C., in: «Il Progresso Veterinario», anno LVI, n. 11, novembre 2001.

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Ultimo aggiornamento: 19-02-2010